Aggiornamento guerra russo – ucraina, dal 22 al 27 settembre 2023

Prima di procedere con l’aggiornamento, desideriamo sottolineare alcuni aspetti cruciali relativi alla mappa. Quest’ultima rappresenta un avanzato strumento che ci offre un supporto significativo nel monitoraggio, con un ritardo di sole poche ore, del conflitto russo-ucraino. Come avrete probabilmente notato osservando la nostra mappa, abbiamo implementato icone interattive che permettono di seguire l’evoluzione dei combattimenti attraverso notizie diffuse su diversi social media. In particolare, i video geolocalizzati contribuiscono a fornirci una visione più nitida e dettagliata della dinamica dei combattimenti.

Tali video sono una fonte ricca di informazioni, offrendoci dati relativi alle armi impiegate, al loro utilizzo sul campo, ai tipi di bersagli colpiti e all’efficacia delle operazioni, oltre a consentirci di monitorare le variazioni del fronte e molto altro ancora. È fondamentale per noi chiarire come il team Parabellum sia costantemente al lavoro per affinare la nostra analisi obiettiva della situazione tattica, avvalendoci della mappa. Vi esortiamo a seguirla attentamente per sfruttarne appieno le potenzialità, in modo da poter formare un’opinione ben informata e completa basata sui nostri aggiornamenti.

Mappa:

https://geo.parabellumthinktank.com/index.php/view/map?repository=contemporary&project=real_time_map_russian_ukrainian_conflict_updates

Aggiornamento fronte Robotyne – Verbove

Nell’immagine le linee bianche rappresentano i successi ucraini a partire dal 22 settembre, mentre le geolocalizzazioni ci permettono di capire le direzioni di movimento e gli attacchi ucraini.

Il fronte in questione rappresenta la principale direttrice di avanzata ucraina lungo l’intero fronte bellico. Tuttavia, abbiamo registrato un rallentamento nel ritmo di avanzata delle forze ucraine, principalmente dovuto all’impiego intensivo di fanteria, che agisce con scarso o nullo supporto di mezzi blindati o corazzati. Tale situazione è imputabile alle difficoltà nel trasportare tali veicoli oltre la linea Surovikin e, soprattutto, alla necessità di preservarli dall’ampio impiego di droni FPV da parte delle forze russe (per statistiche e geolocalizzazione dell’uso dei droni FPV russi, consultare https://lostarmour.info/tags/fpv).

Dal mese di settembre, inoltre, abbiamo notato un incremento di materiale che evidenzia le difficoltà incontrate dalle forze ucraine nell’utilizzare i propri mezzi fuori dalla rete stradale. Sebbene le spedizioni massicce di veicoli gommati occidentali abbiano garantito una buona mobilità tattica durante l’estate, l’arrivo della stagione umida sta causando problemi nell’utilizzo di tali mezzi sul terreno impervio ucraino.

Nonostante le avversità, sono stati raggiunti risultati significativi in direzione Verbove, con combattimenti che si concentrano ai margini della città e tentativi ucraini di penetrare nelle prime abitazioni. Negli ultimi giorni, abbiamo osservato che la 82a Brigata ha conquistato ulteriori trincee della linea Surovikin, migliorando così le proprie posizioni in direzione Verbove. Nel mentre, un recente video ha mostrato che la 46a Brigata ucraina ha ottenuto alcuni successi in direzione Novoprokopivka, sebbene non si prevedano ancora assalti in grande stile. Da parte russa, si registrano pochi contrattacchi, con un’azione mirata principalmente al contenimento e rallentamento delle unità ucraine. A tale scopo, Mosca sfrutta la propria superiorità in termini di artiglieria e un crescente impiego di droni FPV. Questa strategia consente alle forze russe di ritirarsi in modo graduale, riducendo le perdite ed evitando contrattacchi dispendiosi, lanciando nel contempo continue ondate di droni esplosivi sulle truppe ucraine. Finora non abbiamo rilevato successi significativi da parte ucraina nel tentativo di espandere i fianchi del saliente e di assicurare Robotyne o la strada a nord; di conseguenza assistiamo attualmente a un’offensiva che si sviluppa principalmente in profondità.

Aggiornamento fronte Cherson

Nell’immagine abbiamo evidenziato le zone di pressione ucraina; sono visibili le geolocalizzazioni degli attacchi compiuti tra il 25 e 27 settembre.

Sebbene nel mese di settembre si sia registrata una certa passività operativa lungo questo fronte, abbiamo notato significative attività sia da parte russa che ucraina. Innanzitutto, è ormai riconosciuto anche dai russi come negli ultimi quattro mesi Kiev sia riuscita a consolidare stabilmente la propria presenza sulle isole del fiume Dnipro, assumendo il controllo di quasi tutte le aree precedentemente detenute dalle forze russe. I tentativi ucraini di effettuare sbarchi oltre il fiume, sebbene apparentemente infruttuosi, hanno in realtà fornito dati importanti sul comportamento e sui tempi di reazione delle truppe e dell’artiglieria russe.

Attualmente osserviamo un’intensa attività dell’aviazione russa che impiega bombe plananti da 500 kg contro vari obiettivi situati nei centri abitati lungo la riva del Dnipro e anche più in profondità del territorio oltre il fiume. Abbiamo inoltre registrato tre attacchi effettuati con l’ausilio di droni “Lancet 3M” contro gli aeroporti di Nikolaev e Kryvyi Rih, nell’ambito di una campagna contro i Mig-29 ucraini in quanto usati come vettori per l’impiego di bombe JDAM. Tali operazioni suggeriscono che potrebbe essere in preparazione un’iniziativa ucraina oltre il Dnipro, che Mosca sta cercando di ostacolare o prevenire attraverso intensi bombardamenti aerei sulle riserve e sulle risorse ucraine.

La possibile direttrice per uno sbarco ucraino potrebbe essere il centro abitato di Kozachi Laheri; inoltre, secondo alcune fonti russe, non si esclude un tentativo di prendere il controllo del Capo Kinburn, situato a sud di Ochakiv.


Osservando la mappa

Nelle ultime settimane abbiamo rilevato un incremento sostanziale dell’attività dell’aviazione tattica russa lungo l’intero fronte, con particolare intensità nelle regioni di Donetsk e Cherson. L’accentuato aumento dei bombardamenti in profondità, effettuati mediante l’uso di bombe plananti da 500 kg, evidenzia non solo una produzione stabile di tali ordigni, ma conferisce anche nuova vita all’aviazione russa. Quest’ultima, infatti, può ora effettuare attacchi profondi nel territorio ucraino con armi relativamente precise e in grande quantità.

Nel corso del mese di settembre, abbiamo assistito all’ingresso in scena di nuovi droni russi, come il Lancet 3M, che hanno già dimostrato la loro pericolosità colpendo due aeroporti ucraini all’interno di un raggio operativo di 70 km. Altrettanto rilevante è l’intensificazione dell’uso del sistema MLRS russo Tornado-S, che ha recentemente preso di mira la stazione ferroviaria di Rodynske, nella regione di Zaporizhia. In tale località, distante 50 km dal fronte, erano in corso operazioni di scarico di numerosi mezzi ucraini. Il sistema Tornado-S, appartenente alla stessa classe degli HIMARS e con un raggio d’azione di 200 km, potrebbe, se dispiegato in quantità maggiori nel medio termine, costituire un serio problema per il comando ucraino.

Concludendo l’analisi delle attività russe, desideriamo sottolineare un aumento significativo delle operazioni aeree russe nel tratto di fronte compreso tra Vuhledar e tutti i centri abitati a nord, fino a Novomykhailivka. Una dinamica che potrebbe indicare come Mosca non abbia accantonato l’ipotesi di lanciare un nuovo attacco su tale direzione. Attualmente si sta assistendo a un progressivo smantellamento fisico di tutti i centri abitati della zona, inclusa Vuhledar mediante l’impiego di bombe plananti da 500 e 1500 kg.

Fermo immagine dell’attacco russo al treno ucraino alla stazione di Rodynske.

Da Kiev segnaliamo l’avvio di una riorganizzazione delle brigate strategiche ucraine, che stanno iniziando a muoversi da Kupjansk verso la regione di Zaporizhia. Tale movimento potrebbe avvalorare le dichiarazioni di Zelensky, secondo cui l’offensiva proseguirà nonostante la rasputiza; resterà ovviamente da vedere con quali esiti. A seguito della presa definitiva di Klishkiivka, fonti russe riferiscono di una riorganizzazione da parte di Kiev, che potrebbe preludere a un cambio nella direzione dell’attacco, puntando probabilmente verso Soledar: al momento, però, le unità FPV ucraine sono attive oltre la linea ferroviaria a sud di Bahkmut, il che suggerisce come Soledar non rappresenti un obiettivo immediato.

Rileviamo che Kiev sta incontrando difficoltà nel garantire una solida copertura antiaerea a nord di Vuhledar. Ciò è deducibile dai numerosi colpi inferti dai russi a obiettivi strategici ucraini in profondità, quali stazioni ferroviarie, postazioni antiaeree, depositi di munizioni, il comando della 24a brigata e la base di dislocamento della 35a brigata. Si evidenzia inoltre un problema relativo alla guerra di controbatteria da parte di Kiev sul fronte di Robotyne. Le recenti geolocalizzazioni di artiglierie ucraine colpite rivelano la posizione dello schieramento ucraino a sud di Orihiv, a soli otto chilometri dalla linea del fronte. Tale necessità di avvicinare l’artiglieria al fronte da parte ucraina è dettata dal bisogno di supportare le proprie truppe che si trovano a 15 km all’interno del saliente tra Robotyne e Verbove.

Per quanto riguarda le forze russe, Mosca può invece posizionare la propria artiglieria a una distanza sicura di 25-30 km da Verbove, sfruttando la difficoltà delle forze ucraine di colpire a tale distanza, complice anche la minaccia costante rappresentata dai droni russi. Va comunque riconosciuto che in alcune occasioni abbiamo osservato colpi inferti da Kiev all’artiglieria russa anche a tali profondità, mediante l’uso dei costosi sistemi HIMARS.

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